Perché si dice "buona notte al secchio"?

La tipica espressione romanesca indica un’azione votata al fallimento, ma sapete da dove ha origine? Ecco le ipotesi più accreditate

13 Maggio 2020
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Nel dialetto romanesco, tra le esclamazioni più tipiche, popolari, usate e finanche attuali troviamo “buona notte al secchio”: indica, come certamente saprete, l’impossibilità di aver successo in un’impresa, un’azione votata al fallimento, una partita data per persa. Insomma, il significato non è di certo dei più ottimisti e, a ben guardare, soltanto il secchio protagonista di questa bizzarra espressione, sembra uscirne vincitore e “riposato” dopo una lunga notte di sonno.

Le origini del detto sono incerte, la più comune – secondo l’esperto di onomastica Enzo Caffarelli – è legata al mondo contadino per cui si esclamava “Buona notte al secchio”, quando riempiendo l’acqua al pozzo, la corda del secchio finiva per rompersi, l’impresa falliva, il contadino tornava a mani vuote e il secchio rimaneva a riposare nel buio più pesto.

Un’altra ipotesi riguarda l’abitudine, prima dell’uso dei bagni e dei servizi igienici, di coricarsi mettendo in camera da letto un secchio deputato ai bisogni che poi veniva svuotato dalla finestra: augurare la buona notte al secchio potrebbe dunque significare sperare di non doversi svegliare e usare il contenitore in piena notte per poi procedere con le scomode operazioni di svuotamento. In questo caso il secchio, quindi, diventava il destinatario di un auspicio più che positivo!

Troviamo inoltre una prima traccia dell’esclamazione tipicamente romana in Giggi Zanazzo, poeta romanesco di fine Ottocento che scrive “La regina dà ‘n pugno in d’uno specchio, cala er telone e bona notte ar secchio”.

Come per “Buona notte ai suonatori”, anche in questo contesto viene indicata la fine di un’azione in maniera negativa, qualcosa per cui non c’è più niente da fare.

A proposito di notti più o meno insonni, vi invitiamo ad approfondire l’origine e l’etimologia dell’espressione “passare la notte in bianco”: l’italiano ci offre costantemente curiosità linguistiche incredibilmente interessanti (mai sentita l’espressione “mangiare la foglia” oppure “parlare a vanvera“? Ecco gli originali significati)!

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