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Cuocere la pasta in acqua fredda: il trucco del mestiere

Abbiamo sempre cucinato la pasta in modo sbagliato, ecco perché sarebbe meglio cuocerla in acqua fredda

Sulla pasta e i suoi metodi di cottura l’Italia avrebbe da insegnare tanto al resto del mondo, eppure da qualche anno a questa parte in America si sta tentando una piccola grande rivoluzione sul classico modo di cucinarla (attenzione a questo comunissimo errore quando si butta la pasta): avete mai provato a mettere la pasta nell’acqua fredda?

Tra i primi a teorizzare questa innovativa pratica, che a molti di noi – immaginiamo – può provocare un certo fastidio, è stato Alton Brown, un conduttore di cooking show di successo come Good Eats o Food Network: il 57enne californiano sostiene da tempo infatti che far cuocere la pasta in acqua fredda la renda di una consistenza più gradevole e ravvisa un certo risparmio in termini di tempo e di acqua.

Vi spieghiamo come funziona e vi invitiamo a sperimentare questo nuovo metodo per capire se davvero la patria della pasta abbia sbagliato qualcosa fino ad ora. Secondo Brown, supportato da quanto sostiene sin dal 2009 lo scienziato Harold McGee, non c’è bisogno di tanta acqua per cucinare la pasta che inizia a cuocere a partire dai 60°C.

Basta quindi mettere la pasta – lunga o corta non importa – in una pentola, ricoprirla con dell’acqua fredda, salarla, e poi attendere che arrivi ad ebollizione prima di togliere il coperchio, portare il fuoco a media intensità e continuare la cottura, mescolando di tanto in tanto fino a che l’acqua non viene assorbita del tutto o leggermente prima per mantenerla più al dente (ecco perché fa più bene mangiarla così).

Così facendo, Alton Brown assicura una consistenza migliore della pasta, perché trattiene tutto il suo amido, e uno spreco minore di acqua poiché non si necessita di buttare via quella in eccesso quando la si scola.

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