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Quanta acqua per cuocere la pasta? La regola d'oro dell'1-10-100

Quali sono le regole per la cottura della pasta? Scopri il semplice trucchetto che ti permetterà di capire quanta acqua occorre.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Cuocere la pasta è un’arte culinaria che richiede attenzione ai dettagli, e uno degli elementi fondamentali è la quantità di acqua da utilizzare. Spesso ci troviamo a chiederci quanto sia davvero necessario riempire la pentola, o cadere nell’errore di utilizzarne troppo o troppo poco.

Alcuni di noi optano per una pentola eccessivamente grande, colma fino all’orlo, nella speranza di garantire abbastanza acqua per la cottura. Tuttavia, questa pratica, sebbene comune, è da evitare. Infatti, la chiave per ottenere una pasta perfettamente cotta risiede nell’arte di regolare sia la dimensione della pentola che la quantità di acqua in base al tipo di pasta che intendiamo cucinare.

Conoscere le giuste regole per la quantità d’acqua ideale renderà il processo di cottura della pasta un’esperienza culinaria più gratificante, permettendoci di ottenere risultati impeccabili ogni volta. Scopriamo insieme quali sono, per un perfetto successo in cucina.

Scopri anche:– Pasta, guarda l’acqua di cottura: è chiara? Non è un buon segno

Quanta acqua nella pentola per cuocere la pasta?

La scelta della pentola e della quantità di acqua da utilizzare sono passi cruciali per ottenere una pasta perfettamente cotta e gustosa. La regola generale suggerisce di utilizzare un litro d’acqua per ogni etto di pasta da cuocere. Questo permette alla pasta di reidratarsi uniformemente durante la cottura e di cuocere in modo omogeneo. Pertanto, assicurarsi di optare per una pentola abbastanza capiente per garantire spazio sufficiente affinché la pasta “galleggi” liberamente all’interno.

Inoltre, prima di aggiungere la pasta, è importante aggiungere il sale grosso all’acqua bollente. La quantità consigliata è di circa un cucchiaio o massimo quindici grammi di sale per ogni litro d’acqua. Il sale aiuta a insaporire la pasta dall’interno, quindi non trascurare questo passaggio.

Un altro fattore determinante per ottenere una pasta perfettamente cotta è il tempo di cottura. Ogni tipo di pasta ha un suo specifico minutaggio, che può variare in base agli ingredienti, al formato e alla marca. Seguire scrupolosamente le istruzioni sulla confezione della pasta è un buon punto di partenza per determinare il tempo di cottura corretto. Ma spesso basta assaggiare!

Una volta raggiunta la consistenza desiderata, è importante fermare immediatamente la cottura per evitare che la pasta continui a cuocere e diventi scotta. Un modo semplice per farlo è scolare la pasta e passarla sotto l’acqua fredda corrente.

Quanto deve bollire l’acqua per la pasta?

La bollitura dell’acqua è un passaggio critico nella preparazione della pasta, ma è importante comprendere che il grado di ebollizione può variare in base alla pressione atmosferica. Sebbene tutti sappiamo che l’acqua bolle a 100 °C, questa regola si applica esclusivamente al livello del mare. In ambienti ad altitudini superiori, dove la pressione atmosferica è più bassa, la temperatura di ebollizione sarà inferiore ai 100 °C. Per esempio, a circa 2000 metri di altitudine, l’acqua raggiungerà una temperatura di ebollizione di circa 93 °C. Pertanto, è fondamentale tenere conto di questa variazione quando si cuoce la pasta in montagna o in luoghi ad alta altitudine.

Un trucco poco noto è che una volta raggiunta la temperatura di ebollizione dell’acqua, non è necessario lasciare il fornello acceso durante l’intero processo di cottura. Dopo aver raggiunto il punto di ebollizione, la pasta o il riso continueranno a cuocere adeguatamente grazie al calore accumulato. Per evitare di disperdere energia e far scendere la temperatura dell’acqua, è sufficiente spegnere il gas e coprire la pentola con un coperchio. Questo permetterà alla pasta di cuocere nel suo calore residuo, garantendo un risultato perfetto senza sprechi.

Cottura pasta, la regola d’oro dell’1-10-100

Quando mettiamo in tavola un piatto di pasta, spesso seguiamo le abitudini tramandate nel tempo, ma cosa c’è dietro la preparazione perfetta di questo classico piatto italiano? Lo chef stellato Davide Scabin, famoso in tutto il mondo per la sua maestria culinaria e protagonista di numerosi programmi televisivi, ci svela un prezioso segreto: la regola d’oro dell’1-10-100.

In un’intervista rilasciata qualche tempo fa al magazine Agrodolce, lo chef ha condiviso con il popolo del web il suo approccio scientifico e accurato alla cottura della pasta. La regola dell’1-10-100 si basa su una semplice proporzione: per ogni 100 grammi di pasta, è necessario utilizzare 1 litro di acqua. Questa misura permette alla pasta di reidratarsi adeguatamente e cuocere in modo uniforme.

Ma cosa significa il 10? Si riferisce al sale. Bisogna utilizzarne 10 grammi per ogni 100 grammi di pasta.

Tuttavia, la regola contempla un’importante eccezione per i grandi formati di pasta, come i fusilloni o i paccheri, che possono richiedere un leggero aumento dell’acqua. In tali casi, lo chef consiglia di incrementare la quantità d’acqua di circa il 10% per garantire una cottura ottimale di questi formati più voluminosi.

Questo è il consiglio dello chef per stabilire le dosi, ma il segreto per fare una pasta perfetta lo conoscono davvero in pochi (e sono molto restii a condividerlo). Uno di questi, attualmente molto di moda, è il procedimento della pasta risottata. Ma di cosa si tratta? E come si prepara?

Pasta risottata: cos’è e come si prepara

La pasta risottata è una tecnica di cottura sempre più utilizzata dai ristoratori, poiché offre una fusione perfetta tra la pasta e il suo condimento. Questo risultato è ottenuto grazie al rilascio dell’amido dalla pasta durante la cottura, il quale crea una deliziosa cremosità che avvolge ogni singolo boccone.

La preparazione della pasta risottata si basa su una tecnica simile a quella utilizzata per cuocere il risotto. Inizialmente, si scalda una padella e si fa tostare leggermente la pasta, per poi aggiungere gradualmente la parte liquida necessaria. Durante questo processo, è fondamentale continuare a mescolare in modo costante fino a quando il liquido non sarà completamente assorbito dalla pasta.

Tuttavia, è importante prestare attenzione a alcuni rischi durante questa procedura. Mentre la pasta più sottile può essere tostata direttamente in padella, per i formati più spessi è consigliabile precuocerla per metà del suo tempo di cottura prima di iniziare il procedimento di risottatura.

Poi, il liquido di cottura che andremo ad aggiungere gradualmente alla pasta deve essere bollente, in modo da mantenere costante la temperatura durante la cottura. È essenziale dosare il liquido in modo equilibrato per garantire una cottura uniforme e ottimale. Mescolare continuamente, proprio come si farebbe per un risotto, assicurerà una distribuzione uniforme dell’amido e un risultato finale cremoso e delizioso.

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