‘La bambina che non voleva cantare’ conquista il pubblico tv

Il biopic dedicato a Nada da record: oltre 5 milioni di telespettatori per ‘La bambina che non voleva cantare’ su Rai1.

11 Marzo 2021
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Successo enorme per ‘La bambina che non voleva cantare’, il biopic dedicato all’infanzia di Nada Malanima. Andato in onda in prima serata mercoledì 10 marzo, il film ha incollato davanti al piccolo schermo oltre 5 milioni di spettatori , nel dettaglio 5 milioni 582 mila persone con il 23,2% di share. Parecchio distanziate le altre principali reti pubbliche con ‘La Caserma’ su Rai2 a quota 1 milione 30 mila persone (4,4% di share) e ‘Chi l’ha visto?’ con 2 milione 421 mila spettatori (10,8% di share).

Il programma più visto della giornata ha distaccato anche le proposte di palinsesto di casa Mediaset. ‘Quo vado?’ di Checco Zalone, in sovrapposizione con ‘La bambina che non voleva cantare’ su Canale 5, si è fermato a 2 milioni 674 mila spettatori con l’11,16% di share mentre Italia1 si è fermata a 1 milione 242 mila telespettatori pari al 5,38%. Spostandoci, poi, su TV8, la rete in chiaro di Sky Italia ha portato a casa 1 milione 235 mila telespettatori con il 5,2% di share.

Valori, questi, che mettono ancora più in luce il successo del film di Rai1 sulla cantante di ‘Ma che freddo fa’ e ‘Amore disperato’. La storia parte dall’infanzia di Nada, trascorsa nella campagna toscana agli inizi degli Anni Sessanta. Un mondo fatto di affetti famigliari, abitudini semplici e gente comune.

“Mi sono innamorata subito di questa bambina dalla voce prodigiosa con il cuore ferito per l’instabilità emotiva della madre – ha spiegato la regista Costanza Quatriglio – Così ho pensato a un film che unisse la favola con la musica, personaggi lievi e vitali insieme con i lati più oscuri dell’animo umano, la potenza del talento e della vocazione con le paure più segrete dell’infanzia”.

Così, la rete familiare diventa supporto ma anche vincolo nella vita della cantante bambina circondata da nonna Mora, dalla sorella Miria, da babbo Gino e mamma Viviana. “Nada canta per Viviana dedicando a lei ogni parola delle canzoni d’amore che il maestro Leonildo le fa conoscere. – racconta ancora la regista – Attraverso i testi che parlano di sentimenti, il film è anche un viaggio nella canzone italiana di quegli anni. Mina, Vanoni, Paoli, Claudio Villa: la musica ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, facendoci immergere nella nostra tradizione e nel nostro immaginario”.

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