Perchè si dice "camera ardente"

Camera ardente: purtroppo tutti sanno di cosa si tratta. Ed altrettanti si saranno chiesti come mai viene definita proprio ardente. Scopriamolo insieme

Fonte: flickr

La camera ardente è la stanza o il locale in cui viene esposta la salma del defunto nel periodo che intercorre tra il decesso e il successivo funerale. L’allestimento della camera ardente fa parte del rito funebre della tradizione cattolica e non va, quindi, confuso con la camera mortuaria. Quest’ultima, infatti, viene usata quando il decesso non è avvenuto in casa per ospitare la salma del defunto prima di essere identificata o sottoposta ad autopsia. Ne è un esempio l’obitorio degli ospedali.

Quando il decesso avviene in casa, la camera ardente viene preparata nella stessa abitazione in una stanza adatta ad ospitare la salma per la sua esposizione. Secondo la tradizione cattolica l’allestimento di questa stanza serve a rendere omaggio al defunto, permettendo l’ultimo saluto da parte di parenti e amici che si riuniscono in quella che viene definita veglia funebre. Il rito della camera ardente si conclude con delle preghiere e un rosario recitati sia dai partecipanti che dal sacerdote che proseguirà celebrando la cerimonia del funerale e della sepoltura.

L’allestimento e gli addobbi della camera ardente hanno origini molto antiche e, sebbene attualmente questa operazione è affidata alle pompe funebri, lo scopo principale è rimasto quello tradizionale di rendere la stanza un luogo di preghiera. Nella stanza viene per questo collocato un paravento che ha la funzione di nascondere l’arredamento e le pareti della casa, un supporto per sostenere la bara ed infine vengono collocati i tappeti e le fioriere. La stanza viene infine illuminata per dare all’ambiente un’atmosfera adatta alla situazione di lutto.

Anche se al giorno d’oggi le luci utilizzate per l’allestimento della camera ardente sono per lo più costituite da lampade artificiali, le antiche usanze prevedevano di circondare la stanza del defunto con candele e fiaccole che bruciavano per tutto il tempo della veglia funebre. Proprio per questo motivo ancora oggi la camera viene definita con l’aggettivo “ardente”. Per la stessa ragione l’espressione “camera ardente” è stata usata per indicare uno speciale tribunale francese, istituito nel 1535, che aveva l’incarico di giudicare reati eccezionali, in particolare venivano condannati i colpevoli di eresia. L’aggettivo “ardente” è stato usato perché la sala del tribunale in cui si svolgevano le udienze era completamente tappezzata di nero e veniva continuamente illuminata (anche di giorno) con la luce delle fiaccole.

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