Siamo "nell'era dell'ebollizione": Le sfide del cambiamento climatico

Il mondo è entrato nell'era dell'ebollizione globale, con temperature record registrate nel mese di luglio 2023

3 Agosto 2023
Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Content Specialist

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Il pianeta sta attraversando un periodo di estrema crisi climatica, e la situazione è diventata così grave che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato un accorato appello ai Governi del mondo. Gli esperti affermano che è ancora possibile evitare il peggio del cambiamento climatico, ma il tempo stringe, e le azioni concrete sono fondamentali per invertire la tendenza.

L’era del riscaldamento globale lascia il posto a quella “dell’ebollizione globale”

Una delle dichiarazioni più forti di Guterres è stata quella di introdurre un nuovo termine per rendere meglio l’attuale situazione climatica: “era dell’ebollizione globale”. Secondo lui, l’era del semplice “riscaldamento globale” è terminata; ora siamo immersi in un periodo di cambiamenti climatici drammatici e spaventosi, e il mese di luglio 2023 è stato segnato come il più caldo mai registrato.

I dati raccolti dall’Organizzazione meteorologica mondiale e dall’agenzia europea Copernicus indicano che le prime tre settimane di luglio sono state le più calde nella storia, e il mese stesso sembra destinato a diventare il luglio più caldo di sempre. Queste temperature eccezionalmente elevate hanno causato ondate di caldo in molte parti del Nord America, dell’Asia e dell’Europa, con conseguenze devastanti per la salute delle persone, l’ambiente e l’economia. Incendi diffusi in paesi come il Canada e la Grecia hanno ulteriormente aggravato la situazione.

Guterres ha dichiarato che luglio 2023 ha superato tutti i record precedenti e che la velocità con cui il cambiamento climatico sta avvenendo è sorprendente. Tuttavia, ha sottolineato che queste previsioni sono state ampiamente avvertite e che non dovrebbero sorprenderci.

I dati scientifici mostrano che la temperatura media globale ha temporaneamente superato la soglia critica di 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali, segnando una grave allerta per il pianeta. Questo superamento non è permanente, ma dimostra quanto sia urgente e necessario agire per evitare gravi conseguenze nel lungo termine.

È fondamentale che i Governi si impegnino a livello internazionale, nazionale e locale per affrontare la crisi climatica con decisione. Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di gas serra, promuovere l’uso di fonti energetiche pulite, tutelare le risorse naturali e investire in tecnologie e soluzioni sostenibili.

Non possiamo permetterci di ignorare l’allarme lanciato da Guterres e dalle agenzie meteorologiche. L’era dell’ebollizione globale è qui, e il nostro futuro dipende dalle azioni che intraprenderemo oggi per preservare il nostro pianeta per le generazioni future. La sfida è enorme, ma la speranza di un futuro migliore è ancora possibile se agiamo tutti insieme per un cambiamento reale e duraturo.

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