Perchè si dice "a cappella"

Scopriamo perchè si dice a cappella e da dove deriva questa locuzione che ricomprende le esibizioni canore che non prevedono un accompagnamento strumentale ma solo l'utilizzo della voce

Fonte: flickr

Sapete perché si dice “a cappella” quando si parla di alcune esibizioni canore? Innanzitutto ricordiamo che tutte le performance che non contemplano alcuna presenza di strumenti musicali si definiscono a cappella. Ma vediamo ora la ragione che sta alla base di questo termine. Il canto a cappella risale all’epoca della preistoria, quando gli uomini si raccoglievano intorno al fuoco ed elevavano al cielo, rivolgendosi agli dei, canti propiziatori e di ringraziamento. Questa sorta di preghiera veniva enunciata solo con la voce, senza alcun accompagnamento proveniente dall’esterno.

Ma perché si dice proprio “a cappella”? La locuzione canto a cappella discende dal periodo del Rinascimento, dalla pratica della musica gregoriana e dalla modalità di esecuzione della schola cantorum, ovvero la guida dell’assemblea ecclesiastica. Il gruppo di cantori, formato da monaci e chierici, usava solo la voce, senza intervento né dell’organo né di altri strumenti, e si esibiva in una cappella laterale della chiesa. Da questa usanza deriva il termine “a cappella”, che ora ricomprende ogni esibizione corale, svolta da cori o da gruppi vocali.

Con il progredire dei tempi, il canto a cappella non è rimasto confinato nell’ambito sacro, ma si è allargato anche in altre aree musicali. Questo tipo di esibizione, che dà molto spazio all’espressione delle emozioni, si è rivisto infatti nel canto popolare, nella musica jazz, nel pop, nello swing, nel gospel, negli spiritual, nel folk tradizionale, nel doo-wop americano degli anni Cinquanta, e ci sono ancora oggi numerosi cantanti nel mondo che portano avanti questa tradizione. Il termine italiano viene ora utilizzato universalmente, spesso storpiato in “acapella”.

La prima canzone a cappella ad arrivare in cima alla classifica di vendita in USA è stata nel 1988 “Don’t Worry, Be Happy” di Bobby McFerrin. Ora che abbiamo scoperto perché si dice “a cappella” e che abbiamo ripercorso a grandi linee la storia mondiale di questo genere musicale pensiamo alla scena italiana. Se guardiamo al passato non possiamo non citare il Quartetto Cetra, il Trio Lescano, Rabagliati e i 4+4 di Nora Orlandi. Attualmente, i maggiori esponenti di questa corrente sono i Neri per Caso, i Cluster, gli Alti & Bassi, i Voceversa e i Mezzotono, ma ci sono molti altri gruppi vocali che privilegiano l’uso della voce e la ricerca di suoni raffinati.

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